Manolo, il mago dell’arrampicata

Maurizio Zanolla (meglio conosciuto come Manolo) (Feltre, 16 febbraio 1958) è un alpinista e guida alpina italiano.

Manolo è considerato uno dei pionieri dell’ arrampicata libera in Italia ed è uno dei volti più conosciuti di questo sport a livello mondiale; è stato il primo italiano a superare l’VIII, il IX, il X e probabilmente anche l’XI grado (classificazione UIAA), sia in montagna che in falesia. Spesso ha compiuto delle arrampicate “free solo“, ovvero senza l’uso di corde o di altri sistemi di sicurezza, arrivando in falesia con questo stile fino al X grado.

Manolo ha iniziato ad arrampicare all’età di 17 anni ed il suo stile ha sempre privilegiato arrampicate su placche appoggiate o su muri verticali, piuttosto che su pareti strapiombanti.

La sua evoluzione tecnica passa attraverso l’utilizzo di appigli sempre più piccoli, equilibri molto precari su itinerari con protezioni spesso “psicologiche”, enfatizzando così l’arrampicata globale, non solo fisica quindi ma anche mentale. In montagna apre numerose vie nelle Pale di San Martino, con gradi e protezioni severi, inizialmente con stile tradizionale, utilizzando chiodi, dadi e fettucce per assicurazione (come per “Lucertola Schizofrenica”, grado VII+ in Totoga nel 1979 o “Supermatita”, VII+ sul Sass Maor nel 1980); arrivando ai giorni nostri, Manolo introduce l’uso di spit e fix su vie dai gradi elevatissimi (“Cani Morti” 8b+ nel 2004, “Solo per Vecchi Guerrieri” 8c/9a nel 2006).

In falesia raggiunge tra i primi al mondo gradi top, come per “Il Mattino dei Maghi” 7c+ nel 1981, storica via irripetuta nella falesia del Totoga; con “Ultimo Movimento” firma il primo 8b italiano nel 1986. L’8c arriva con la prima salita di “The Dream” in Val Noana nel 1991 e con “L’Arte di Salire in Alto” a Celva nel 2001, arrivando al 9a con il suo capolavoro, tuttora irripetuto, “Appigli Ridicoli” nella falesia del Baule, gradata prima 8b e poi 9a dopo la tappatura di due buchi artificiali avvenuta nel 2001.

Alla bella età di 50 anni, chiude “Bimbaluna” 9a/9a+ nella falesia svizzera di Saint Loup, dopo che nel 2006 ha salito “Bain de Sang” 8c+/9a, sempre a Saint Loup.

Schivo e non interessato ai record fini a se stessi, Manolo vive la sua passione per l’arrampicata in maniera molto personale e filosofica, si potrebbe dire romantica. Egli è stato e resta un grande arrampicatore, al punto di guadagnarsi il titolo di “Mago delle Dolomiti”.

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