Premio Karl Unterkircher Award

Le alpiniste Marina Kopteva, Galina Chibitok e Anna Yasinskaya (Ucraina) si aggiudicano il 2° Karl Unterkircher Award, grazie alla salita del Great Trango Tower (Pakistan), 38 giorni in parete

Dopo tanti mesi di preparazione da parte di un gruppo di lavoro fortemente legato ai ricordi di Karl, lo scorso 6 luglio, si è svolta con grande successo la 2a edizione del Karl Unterkircher Award.
Per quest’occasione si sono ritrovati a Selva di Val Gardena importanti protagonisti dell’arrampicata come Simone Moro (Italia), Nicolas e Olivier Favresse (Beglio) Marina Kopteva, Galina Chibitok e Anna Yasinskaya (Ucraina) e i membri della giuria Dr.Med. Oswald Oelz (Presidente della giuria), Silvio (Gnaro) Mondinelli, Christoph Hainz, Ivo Rabanser e Carlo Caccia, giornalista di riviste di montagna. Tra gli ospiti d’onore spiccava il leggendario Kurt Diemberger e gli sherpa Temba e Subin che conoscevano personalmente Karl.

Sul palco è stato chiamato il trio femminile Marina Kopteva, Galian Chibitok e Anna Yasinskaya (Ucraina) che hanno vinto il premio d’onore “Karl Unterkircher Award 2012”.
La giuria ha sottolineato che, oltre a voler premiare lo stile pulito, il premio vuole dare un contributo significativo allo sviluppo dell’alpinismo femminile. A loro è stato consegnato l’award – una pietra di dolomia che rappresenta il Sassolungo con il volto di Karl, fatta a mano da Gerold Moroder (del peso di 12 kg) – e un premio in denaro di Euro 2.000,00. Gli altri nominati hanno ricevuto lo stesso premio in dimensione più piccola e un premio in denaro di Euro 1.500,00 ciascuno.

Presso la Casa Cultura sono state presentate le seguenti ascensioni da parte degli alpinisti nominati, con video o diapositive:

• Simone Moro (Italia), Denis Urubko (Kazachistan) e Cory Richards (USA) per la prima invernale del Gasherbrum II (8034 m) il 2.2.2011.
• Nicolas e Olivier Favresse (Belgio), Sean Villanueva (Belgio) e Ben Ditto (USA) per 9 nuove via sulle big wall di Cape Farewell, sulla costa meridionale e occidentale della Groenlandia. Luglio e agosto 2010. Per quest’impresa hanno vinto il Piolet d’Or 2011.
• Marina Kopteva Galina Chibitok e Anna Yasinskaya per l’apertura di una nuova via della parete nord-ovest del Great Trango Tower (6286 m) 22.7. – 8.9.2011 (38 giorni in parte). Per quest’ascensione sono state premiate con il Piolet d’Or Russo.

Durante l’evento è intervenuto il Dr. Florian Mussner, Assessore alla Scuola e Cultura ladina, ai Lavori pubblici e al Patrimonio della Provincia Autonoma di Bolzano, che ha assunto il

patrocinio di questo evento, sottolineando l’importanza di condividere esperienze fra alpinisti di diverse nazionalità, senza dimenticare gli sherpa del Nepal. Il sindaco di Selva Dr. Peter Mussner, invece, ha ringraziato gli organizzatori e confermato il suo entusiasmo per questo festival di montagna.

Anche gli Sherpa Temba e Subin, che all’epoca conoscevano Karl personalmente e che per questo sono venuti appositamente dal Nepal, hanno dato il loro contributo a questa serata presentando il progetto di assistenza sanitaria “Sagarmatha” (link: www.sagarmathainternational.org) nella zona di Thulopakar, in Nepal. Sono alla ricerca di volontari e assistenti qualificati e, in caso di interesse, si puà contattarli tramite il loro sito. Alla fine hanno distribuito il “Chata”, una sciarpa di seta bianca che significa felicità, amicizia e partecipazione.
“La scelta si é rivelata oltremodo difficile per l’altissimo livello di tutte le salite nominate – ha sostenuto la Giuria -. Rappresentano aspetti diversi dell’alpinismo contemporaneo e sono difficilmente confrontabili. L’assegnazione del premio “Karl Unterkircher Award” non è quindi voler porre una salita sopra le altre, quanto evidenziarla ulteriormente anche in rapporto allo spirito di Karl”.
Non poteva mancare, quale chiusura finale di questa seconda edizione del “Karl Unterkircher Award”, un discorso da parte di Kurt Diemberger, che ha ricordato l’importanza di questo premio quale segno di apprezzamento per l’alpinismo, ma soprattutto come modo per non dimenticare “il nostro Karl”.

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